Storia e curiosità dell'Hibiscus

I primi esemplari di ibisco giunsero Europa, nello specifico in Olanda, nel 1500 dall'Asia Minore, grazie a un ambasciatore olandese che inviò in patria numerosi esemplari, colpito dalla bellezza del fiore. Il nome ibiscus deriva dal greco​ e significa malva. Fu un medico greco a darglielo, Dioscuride, che utilizzava la pianta già nel 100 a.C.

In passato la radice veniva utilizzata per essiccata per produrre il famoso karkadè da bere ed è bello sapere che oggi questa usanza non sia stata persa, nelle aree tropicali e in India è infatti una pratica comune.

Nella medicina tradizionale cinese, l’ibiscus è utilizzato come rimedio per diminuire le infiammazioni, gli arrossamenti, curare il carbonchio, l’herpes e le congiuntiviti.

In Giamaica l’hibiscus è l’albero nazionale, la caratteristica di questa specie sta nelle sue dimensioni, crescendo infatti allo stato spontaneo nelle foreste o nelle montagne, può raggiungere i 25 m di altezza. Gli abitanti delle isole dell’Oceano Pacifico utilizzano le foglie e le fibre dell’ibiscus per confezionare i propri tradizionali gonnellini da ballo.

Risultati immagini per polinesia ibisco

 

In Polinesia le ragazze utilizzano i fiori come accessorio per i capelli ma non solo. Ragazzi e ragazze possono usarlo per un preciso obiettivo: portarlo all’orecchio destro per indicare che sono fidanzati o all’orecchio sinistro se invece sono disponibili​. Il fiore diventa quindi anche sinonimo di fedeltà. Paul Gauguin ben rappresentò questa usanza nei suoi dipinti, dipingendo le ragazze polinesiane adornate da splendidi fiori.

Nell’accezione simbolica, il fiore dell’ibisco sta ad indicare la bellezza fugace e temporanea, questo perché il fiore ha una durata brevissima, appena un giorno.

Tra i romantici dell’800 c’era l’usanza di regalare fiori alla persona amata per dirle quanto fosse bella.